Comunità energetiche rinnovabili e gruppi di autoconsumatori
Gli elementi base delle comunità energetiche.
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) rappresenta la modalità per produrre e consumare energia elettrica rinnovabile da parte di un insieme di utenti entro un’area geografica delimitata.
Una CER si basa sui seguenti elementi: (a) impianti di produzione di energia rinnovabile (per Milano, impianti fotovoltaici); (b) rete elettrica di distribuzione; (c) utenze finali di consumo elettrico (consumatori).
Perché una CER funzioni, ciascun impianto deve produrre più di quanto viene assorbito dall’utenza elettrica a cui l’impianto è allacciato, in modo da immettere in rete un surplus di energia; inoltre, c’è bisogno che l’energia immessa in rete, in una data ora, sia consumata, nella stessa ora, dagli utenti che fanno parte della CER. L’energia immessa in rete e consumata da altri utenti viene denominata “energia condivisa” e riceve un incentivo economico.
Lo scambio tra impianti e consumatori avviene attraverso la rete di distribuzione esistente, senza richiedere una connessione “fisica” con cavi elettrici di collegamento diretto all’impianto, per cui in una CER si parla di scambio “virtuale” di energia e il consumo da parte degli utenti viene chiamato “autoconsumo diffuso”.
La cabina primaria
Una CER può costituirsi all’interno di determinate aree geografiche, denominate “aree di influenza di cabine primarie” o, più semplicemente, “cabine primarie”.
Si tratta di zone servite dalle cabine di trasformazione dall’alta alla media tensione, e che sono state definite dai distributori di energia elettrica. Non si tratta propriamente delle zone effettivamente servite dalle linee fisiche che partono dalle cabine di media tensione, ma, piuttosto, di aree convenzionali.
Cliccando sul seguente link del GSE (Gestore Servizi Energetici) è possibile inserire l’indirizzo della propria abitazione o impresa (quello che appare sulla bolletta elettrica) e individuare a quale cabina primaria appartiene la propria utenza elettrica: mappa_interattiva_cabine_primarie.
Milano vede la presenza di 19 cabine primarie, due delle quali, nella zona sud della città, coprono solo una piccola porzione del territorio cittadino. Va precisato che le cabine primarie non corrispondono ai confini amministrativi della città, per cui una cabina può scavalcare i confini di più Municipi di Milano.
Produttore e consumatore: ruoli e vantaggi di appartenere a una CER.
La responsabilità di far funzionare un impianto di produzione è in capo al produttore, che, nel caso in cui sia anche membro della CER, viene denominato “prosumer” (=”producer”+”consumer”).
Un produttore che intende partecipare a una CER deve sovradimensionare l’impianto rispetto alle proprie esigenze, in modo da poter destinare un surplus di produzione all’autoconsumo diffuso. Affinché il produttore possa rientrare dell’investimento per l’impianto, deve progettare l’impianto in modo che si ripaghi attraverso (1) il risparmio sulla propria bolletta elettrica (grazie all’autoconsumo fisico della produzione dell’impianto sulla propria utenza elettrica) e (2) attraverso la vendita di tutto il surplus di energia immessa in rete.
I consumatori che partecipano a una CER non vedono nessun effetto diretto sulla propria bolletta (che continuano a pagare come prima), ma invece vedono maturare un incentivo grazie all’energia condivisa. L’incentivo viene erogato alla CER, che decide come ripartirlo tra i consumatori.
La CER può anche decidere che una quota parte degli incentivi sia riconosciuta a un produttore, ma questo sarebbe opportuno solo nel caso in cui il produttore abbia realizzato un impianto molto sovradimensionato rispetto alle proprie esigenze (a vantaggio della CER) e che abbia difficoltà a ripagarsi solo tramite l’autoconsumo e la vendita dell’energia immessa in rete.
ATTENZIONE!
- Non possono entrare in una CER: (a) le grandi imprese (ad es. una catena di negozi o supermercati); (b) le società che si occupano di energia come attività prevalente
- Se si supera il 55% di energia condivisa (calcolata rispetto all’energia immessa in rete) gli incentivi maturati oltre tale soglia non possono essere destinati ad imprese e vanno destinati ad altri utenti (famiglie, enti pubblici, no profit, ecc.) o possono essere utilizzati per finalità sociali (progetti di utilità sociale).
Gli incentivi
Per l’energia immessa in rete si ricevono due tipi di incentivi:
- una valorizzazione legata ai costi evitati di trasmissione dell’energia elettrica sulla rete nazionale (dovuta al fatto che l’energia prodotta viene consumata localmente)
- una tariffa premio legata alla condivisione dell’energia (autoconsumo diffuso).
La voce di valorizzazione è riconosciuta per ogni kWh immesso in rete da un impianto di produzione, ma vale solo circa 1 c€/kWh (valore per il 2024).
La tariffa premio è riconosciuta solo per la quota di energia condivisa e, varia in base alla potenza dell’impianto, ma anche in base al prezzo di vendita dell’energia immessa in rete. Per ogni fascia di potenza, la tariffa premio non può comunque superare un valore massimo (12c€/kWh per gli impianti sotto i 200 kW). Nel caso di Milano, trovandosi nel nord Italia, la tariffa premio è incrementata di 1c€/kWh. I valori minimi e massimi che possono essere riconosciuti per la tariffa premio (incluso il fattore correttivo zonale) sono indicati nello schema sottostante.
Gli incentivi vengono erogati dal GSE (Gestore Servizi Energetici) secondo le modalità riassunte nello schema sottostante.
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